Sessantasei racconti attraverso i quali l’autore ricorda gli anni quaranta, quelli della sua infanzia. All’inizio la guerra è in corso: bombardamenti e disgrazie, distruzioni, perdita della casa e abbandono del paese… Poi il ritorno e la ripresa della vita. Sono descritti mestieri, usanze, divertimenti, modi di vivere che oggi sembrano di un altro mondo. Mancava quasi tutto, ma la povera gente trovava comunque il modo di fare festa: una gita al mare e alcune canzoni cantate in compagnia rallegravano un’estate, un bastoncino di liquerizia infilato in un limone faceva la felicità dei bambini… Ogni racconto è un piccolo romanzo. Tutti gli avvenimenti sono descritti con una dovizia di particolari che impressiona. Leggendo, tornano a vivere i ricordi nascosti nei polverosi bauli della memoria.


.... Il destino stava predisponendo gli avvenimenti in modo tragico per il mio paese. Una delle direttrici di ritirata dell'esercito tedesco verso la Germania passava proprio per Cavarzere, pertanto i suoi ponti sull'Adige dovevano assolutamente essere distrutti. E la casa dove allora abitavo distava poche decine di metri dal ponte ferroviario che attraversa l'Adige.


... Lo zio non sapeva bene di che razza fosse, ma di sicuro c'erano di mezzo un pastore siberiano ed un lupo. Per me era già da piccolo il più bel cane del mondo e ancora di più lo sarebbe stato crescendo. Essere coccolato da tante persone influì a tal punto sul carattere di Bianco che divenne più buono del pane. Un giocherellone che non abbaiava neanche quando passava vicino a lui qualche brutto ceffo. Ringhiava solamente se qualcuno fingeva di picchiare uno dei bambini di casa ..